Posted by on Ago 23, 2012 in |

Il documentario è la ricostruzione di un episodio poco noto dell’ultimo soggiorno veneziano del grande compositore tedesco. Vi si narra di quando, nell’intimità famigliare, la sera di Natale del 1882 nella più grande delle sale Apollinee del Teatro La Fenice, Richard Wagner alla testa di un’orchestra formata dagli insegnanti e dagli allievi del Liceo Musicale Benedetto Marcello, diresse una sua opera giovanile creduta persa: la Sinfonia in DO.

I fatti salienti: il 30 novembre del 1882, Raffaele Frontali giovane violinista e professore del Liceo Musicale, riceve la partitura della Sinfonia in DO, un’opera giovanile di Richard Wagner ritenuta persa e che il compositore desidera potere riascoltare in occasione dell’omaggio che intende offrire alla moglie Cosima nel giorno del suo compleanno, il 24 dicembre.

Frontali è incaricato di fare realizzare le copie delle parti strumentali della Sinfonia che Wagner aspirerebbe fare eseguire all’orchestra del Comunale di Bologna nella gande sala di Ca’ Vendramin. Il sontuoso palazzo affacciato sul Canal Grande ospitava Wagner con la famiglia, a cui si aggiungeranno Franz Liszt, padre di Cosima e suocero di Wagner, e poi in seguito anche Engelbert Humperdick, giovane assistente a Bayreuth, chiamato a Venezia per dirigere la Sinfonia.

Ma le cose andranno assai diversamente per come le aveva ipotizzate Richard Wagner. Il 12 dicembre, Wagner inaspettatamente si reca al Liceo Musicale del Benedetto Marcello, in visita al  suo presidente e fondatore: il Conte Giuseppe Contin. Wagner raccoglie dati sull’istituzione, sul suo indirizzo musicale e rimane impressionato dalla bellezza delle sale Apollinee in cui ha sede la scuola.

Nella  più grande di queste, Contin fa convocare l’orchestra del liceo, formata dai professori e dagli allievi mettendola a disposizione di Wagner che il 14 dicembre la dirigerà nell’esecuzione in prima lettura, de l’Overture del Flauto Magico di Mozart.

L’orchestra supera brillantemente la prova sciogliendo ogni resistenza residua di Wagner che aveva nutrito del pregiudizio nei confronti dei musicisti veneziani, ritenendoli poco inclini ad eseguire la sua musica.

Wagner ottiene da Contin la più bella e la più ammirata delle sale Apollinee e vi dirigerà la sua Sinfonia ritrovata. Può finalmente riascoltare quel brano composto agli esordi del suo percorso musicale che come allora, quando venne eseguita dall’orchestra del conservatorio di Praga, per un curioso ricorso della storia, viene eseguita oggi da un’orchestra di un altro Liceo musicale.

Pochi giorni dopo la sua esecuzione, Wagner ci rivela in uno scritto che fu proprio quella Sinfonia ad offrirgli l’opportunità di allontanarsi dai modelli che lo avevano preceduto portandolo, poco più che diciannovenne, ad una nuova consapevolezza della propria poetica musicale, del proprio genio musicale.

Colpito dal male che degenerava in quei giorni, come in un sinistro presagio, Richard Wagner muore a Cà Vendramin, il 13 febbraio del 1883.