Posted by on Ago 23, 2012 in | 0 comments

Mario Panizzardi è un ligure di cinquant’anni, critico musicale e ardente ammiratore di Wagner, quando un giorno del 1913 si reca a Venezia sulle tracce del grande compositore tedesco di cui, in quello stesso anno, ricorrono due importanti celebrazioni: il trentennale della morte, avvenuta in laguna il 13 febbraio del 1883, e il centenario della nascita. Uno scritto del critico era apparso alcuni anni prima nella raccolta di saggi musicali Wagneriana, impressioni da Bayreuth, mentre ora stava lavorando a un libro sul rapporto privilegiato intrattenuto con l’Italia dal grande musicista “Wagner in Italia” che lo avrebbe accreditato tra i più attendibili biografi italiani del Maestro. Ma quel giorno del 1913, lo scrittore era a Venezia come inviato dal Corriere della Sera per un articolo che sarebbe apparso nella rivista mensile La Lettura. L’argomento lo avrebbe ricavato dalle sue ricerche: Palazzo Giustiniani, prima dimora veneziana di Wagner. «Disceso dal vaporetto a San Tomà e internandomi per un labirinto di calli, passando innanzi al grandioso portale cinquecentesco del palazzo Foscari, si perviene al solingo alberato Campiello dei Squillino. E poiché la numerazione delle case è ancora quella dei tempi del Goldoni, m’avvidi dai numeri che il 3228 non doveva essere lontano. Lo trovai difatti in fondo a un vicolo chiuso tra due muri alti e nerastri, da cui grandi alberi un poco ingialliti emergevano. Alla squilla elettrica, il portone s’aperse … ».

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